CASA LA ROCHE-JEANNERET – LE CORBUSIER – 1923/24 – PARIGI 

CASA LA ROCHE-JEANNERET

LUOGO: Parigi

ANNO: 1923-1924

INCARICO: Raoul La Roche commissionò all’architetto una casa dove potesse anche essere esposta la sua galleria d’arte. La villa adiacente (Jeanneret) venne costruita in collaborazione con l’architetto Pierre Jeanneret, nonché suo  cugino.

CASA LA ROCHE_JEANNERET

PARTICOLARI:

  1. Si trovano per la prima volta i cinque punti dell’architettura moderna: i pilotis, il tetto giardino, la pianta libera, la facciata libera e le finestre a nastro.
  2. Nella casa La Roche ci sono giochi di volumi, affacci e percorsi. Questo perché secondo lui l’architettura doveva essere dinamica attraverso le  successioni di punti di vista, intesi come fotogrammi di un film.
  3. Esternamente l’edificio è intonacato di bianco, mentre dentro ci sono molteplici colori con il fine di individuare i vari piani (riferimento al De Stijl).
  4. Le finestre non sono propriamente a nastro perché i pilastri non sono arretrati rispetto al filo dei solai.
  5. Nel mobilio si trova un solo elemento fisso: il tavolo della galleria come fosse anch’esso una scultura, individuato sul pavimento da piastrelle scure.
  6. Attualmente è la sede della Fondazione Le Corbusier.

DESCRIZIONE:Il complesso è a forma di L, il blocco più lungo è parallelo alla strada, mentre quello più corto è sul fondo stradale. ASSONOMETRIA_CASA LA ROCHE-JEANNERET

Al piano terra si hanno zone di servizio ed una parte su pilotis a pianta quadrata (solo il pilone centrale è circolare), sorreggenti il solaio dello studio-galleria (volume a doppia altezza) creato per esporre la collezione artistica di La Roche. La zona d’ingresso (vestibolo) è a tutta altezza e ci sono due scale, quella di sinistra è una “passeggiata architettonica” che serve a mostrare il gioco sapiente dei volumi disposti sotto la luce (non risponde quindi ad un collegamento funzionale tra i piani).

Al primo piano, oltre allo studio-galleria, si trovano la sala da pranzo e la cucina ed una rampa rossa curva, attraverso la quale si giunge alla biblioteca (secondo piano), ambiente completamente aperto, che si affaccia sulla galleria e sul vestibolo da cui si ha una visione diversa dell’ambiente interno in quanto risaltano i pavimenti scuri in contrasto con le superfici bianche.

Al terzo piano fu distribuita la zona notte.

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